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MANTEGNA E BELLINI VISTI DA ERMANNO OLMI

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Il Cristo Morto di Andrea Mantegna e la Pietà di Giovanni Bellini incontrano Ermanno Olmi e si presentano al pubblico della Pinacoteca di Brera con un nuovo allestimento. Due capolavori del Rinascimento visti con gli occhi e la sensibilità di Ermanno Olmi, che li propone con una nuova collocazione scenografica. Due opere della pittura veneta del Quattrocento dove il tema comune è la morte di Cristo e il suo compianto che trova espressioni diverse.
Assolutamente da vedere!


The Dead Christ by Andrea Mantegna and Giovanni Bellini's Pieta meet Ermanno Olmi and presented to the public in the Pinacoteca di Brera with a new layout. Two masterpieces of the Read More

Carlo Francesco Nuvolone. Who/What/Where

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CHI/WHO: Carlo Francesco Nuvolone (1609-1662)
COSA/WHAT: The Artist and his Family / l'artista e la sua famiglia
DOVE/WHERE: Pinacoteca di Brera, Milano
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Brera ever seen / Brera mai vista

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Until September 22, 2013 at the Pinacoteca di Brera (Milan) is in progress the new cycle Brera ever seen.
The exhibition includes works by Francesco Capella (1711-1784), a Venetian artist, but Bergamo adoption, the most gifted pupil of Giambattista Piazzetta: l 'Annunciation and the Flight into Egypt. These are the preliminary models of two large paintings that are preserved in the sanctuary of the Blessed Virgin of the Miracle in Desenzano al Serio (Bg).
Charming, in the Flight into Egypt, the landscape of low houses on the horizon, rendered with a single streak of deep pink and brown with synthetic touches, played in the elegiac tone of a fable.


Fino al 22 settembre 2013 alla Pinacoteca di Brera (Milano) è in corso il nuovo ciclo Brera mai vista.
Sono esposte due opere di Francesco Capella (1711-1784), artista veneziano, ma bergamasco d’adozione, l’allievo più dotato di Giambattista Piazzetta: l’Annunciazione e la Fuga in Egitto. Si tratta dei modelli preparatori di due grandi tele che si conservano nel santuario della Beata Vergine del Miracolo a Desenzano al Serio (Bg).
Incantevole, nella Fuga in Egitto, il paesaggio di case basse all’orizzonte, reso con un’unica striatura di rosa intenso e con sintetici tocchi bruni, interpretato nei toni di una favola elegiaca.


 
 
Pinacoteca di Brera
Via Brera, 28 – Milano 
Informazioni
Ufficio mostre ed eventi, tel. 02 72263.257, sbsae-mi.brera@beniculturali.it
 
Ufficio Stampa Skira
Lucia Crespi, tel. 02 89415532 - 02 89401645, lucia@luciacrespi.it
Catalogo
Skira editore

 
 

Zavattini e i Maestri del 900

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Bruno MUNARI
Cesare Zavattini (1902 –1989) was an Italian screenwriter and one of the first theorists and proponents of the Neorealist movement in Italian cinema, but it was also a great lover of art and important collector. During his lifetime he collects almost 1500 works in a unique collection especially for the chosen format: 8 x 10 cm.
Zavattini said, "all the painters I asked the self-portrait, so I also self-portraits of almost all Italian painters" and and 8x10 in size. They surround him for years the faces of: Fontana, Burri, Balla, De Chirico, Savinio Capogrossi, Severini, Roses, Casorati, Sironi, Mafai, Soft, De Pisis, Campigli, African, Consagra, Depero, Guttridge, Sassu, Dorazio, Manzù Leoncillo, Melotti, Marini, Schifano, Widow, wheel, festival, Turcato, Munari , Pistoletto, Plessi, just to name a few. Each painting is an individual and independent, rare specimen in the production of the author, and at the same time part of a series, which is also unique. the rarity and preciousness of the collection Zavattini lies mainly in being made entirely on commission.
In 2008 152 paintings, all "self", is recovered and acquired, as a property of the Pinacoteca di Brera. These self-portraits are on display until 8 September 2013 in Room XV of the Pinacoteca di Brera. 

 

Cesare Zavattini (1902 – 1989) è stato uno sceneggiatore italiano e uno dei primi teorici e sostenitori del movimento Neorealista del cinema italiano, ma fu anche un grande appassionato d'arte e importante collezionista. Durante la sua vita raccoglie quasi 1500 opere, in una collezione unica soprattutto per il formato prescelto: 8 x 10 cm.
Zavattini disse: “A tutti i pittori ho chiesto l’autoritratto, così ho anche gli autoritratti di quasi tutti i pittori italiani" e nelle dimensioni 8x10. Lo circondano per anni i volti di: Fontana, Burri, Balla, De Chirico, Savinio, Capogrossi, Severini, Rosai, Casorati, Sironi, Mafai, Soffici, De Pisis, Campigli, Afro, Consagra, Depero, Guttuso, Sassu, Dorazio, Manzù, Leoncillo, Melotti, Marini, Schifano, Vedova, Rotella, Festa, Turcato, Munari, Pistoletto, Plessi, solo per citarne alcuni. Ogni dipinto appare opera singola e autonoma, esemplare raro nella produzione dell'autore, e allo stesso tempo parte di una serie, anch’essa unica nel suo genere. La rarità e preziosità della collezione Zavattini risiede soprattutto nell'essere realizzata interamente su commissione.
Nel 2008 un consistente nucleo di ben 152 dipinti, tutti “autoritratti”, viene recuperato e acquisito al patrimonio pubblico nazionale, come proprietà della Pinacoteca di Brera. Questi autoritratti sono ora esposti ,fino all'8 Settembre 2013, nella Sala XV della Pinacoteca di Brera.
 


The exhibition includes portraits of Fontana, Burri, Balla, De Chirico, Savinio, Capogrossi, Severini, Rosai, Casorati, Sironi, Mafai, Soffici, De Pisis, Campigli, Afro, Consagra, Depero, Guttuso, Sassu, Dorazio, Manzù, Leoncillo, Melotti, Marini, Schifano, Vedova, Rotella, Festa, Turcato, Munari, Pistoletto, Plessi, Accardi, Adami, Angeli, Baj, Birolli, Carena, Cascella, Corpora, Donghi, Dottori, Fazzini, Ferrazzi, Funi, Greco, Guidi, Ligabue, Maccari, Magnelli, Marussig, Maselli, Mastroianni, Mazzacurati, Music, Novelli, Parmiggiani, Pericoli, Perilli, Pirandello, Pizzinato, Prampolini, Radice, Rivera, Scanavino, Siqueiros, Tosi, Ziveri, Buzzati, Dorfles, Scheiwiller, Soldati and more.
 

L’esposizione include gli autoritratti di Fontana, Burri, Balla, De Chirico, Savinio, Capogrossi, Severini, Rosai, Casorati, Sironi, Mafai, Soffici, De Pisis, Campigli, Afro, Consagra, Depero, Guttuso, Sassu, Dorazio, Manzù, Leoncillo, Melotti, Marini, Schifano, Vedova, Rotella, Festa, Turcato, Munari, Pistoletto, Plessi, Accardi, Adami, Angeli, Baj, Birolli, Carena, Cascella, Corpora, Donghi, Dottori, Fazzini, Ferrazzi, Funi, Greco, Guidi, Ligabue, Maccari, Magnelli, Marussig, Maselli, Mastroianni, Mazzacurati, Music, Novelli, Parmiggiani, Pericoli, Perilli, Pirandello, Pizzinato, Prampolini, Radice, Rivera, Scanavino, Siqueiros, Tosi, Ziveri, Buzzati, Dorfles, Scheiwiller, Soldati e altri.
 


Dino-Buzzati
 
Giovanni-SCHEIWILLER
Fortunato DEPERO
 


Lucio FONTANA


Renato GUTTUSO
Mimmo ROTELLA

  
 
 
Curatore: Gargiulo Marina
Descrizione: 24 x 28 cm, 128 pagine, 158 colori e 49 b/n, brossura
Collana: Arte contemporanea
Editore: Skira
Argomento: Arte contemporanea 
Lingua: Italiano
Anno: 2013
Isbn: 8857219981
 

Raffaello

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Lo Sposalizio della Vergine è un dipinto a olio su tavola (174x121 cm) di Raffaello Sanzio, datato 1504 e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano. Si tratta di una delle opere più celebri dell'artista, che chiude il periodo giovanile e segna l'inizio della fase della maturità artistica.
L'opera venne commissionata dalla famiglia Albizzini per la cappella di San Giuseppe nella chiesa di San Francesco a Città di Castello. Per quest'opera Raffaello si ispirò a un'analoga tavola che proprio in quegli anni Perugino stava dipingendo per il Duomo di Perugia, vedendola in tutta probabilità in una fase ancora intermedia, essendo terminata solo nel 1504. Tutti gli elementi risultano legati da relazioni di proporzione matematica, con un preciso ordine gerarchico. Ciò è legato all'ambiente artistico di Urbino, da cui proveniva Raffaello, abituato fin dalla giovane ai problemi di ottica e di prospettiva. Quest'opera ci mostra come l'artista andava ormai orientandosi verso la ricreazione di una bellezza intesa come ordine astratto nella rappresentazione geometrica, in cui l'artista non deve "fare le cose come le fa la natura, ma come ella le dovrebbe fare".


The Marriage of the Virgin is a painting in oil on canvas (174x121 cm) of Raphael, dated 1504 and preserved in the Pinacoteca di Brera in Milan. It is one of the most famous works of the artist, which closes the juvenile period and marks the beginning of the phase of artistic maturity.
The work was commissioned by the family Albizzini for the St. Joseph's Chapel in the church of San Francesco in Città di Castello. For this work Raphael was inspired by a similar table in those years Perugino was painting for the Duomo of Perugia, seeing in all likelihood still in a phase intermediate, being completed only in 1504. All the elements are linked by relations of mathematical proportion, with a precise hierarchical order. This is linked to the artistic milieu of Urbino, she came from Raphael, accustomed from an early problems of optics and perspective. This work shows how the artist was now moving towards the recreation of beauty as abstract order in the geometric representation, in which the artist does not have to "do things the way nature does, but the way she should do".
 
Perugino, Sposalizio della Vergine (1501-1504), Musée des Beaux-Arts, Caen



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PINACOTECA DI BRERA
MILANO

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